Il 4 novembre scorso il Primo Ministro libanese Saad Hariri ha rassegnato le proprie dimissioni in un discorso televisivo trasmesso da Ryad. Nel video afferma di temere per la propria vita, paragonando la sua situazione attuale a quella precedente la morte del padre Rafiq e accusando l’Iran e il suo alleato libanese Hezbollah di fomentare conflitti nel mondo arabo1. Dopo due settimane in cui il mondo si chiedeva e cercava di darsi risposte su cosa o chi lo avesse spinto a tale mossa, il 21 novembre, questa volta da Beirut, Hariri ha ritirato le proprie dimissioni, rifiutandosi di spiegare cosa sia successo durante il suo soggiorno in Arabia Saudita. Per capire meglio come si sia arrivati a questa situazione è necessario prendere in considerazione la situazione interna del Libano e i principali attori regionali in gioco.

Saad Hariri, in carica dal novembre 2016 è a capo di un governo di unità nazionale comprendente anche Hezbollah. La famiglia Hariri ha da sempre legami con l’Arabia Saudita, lo stesso Saad è nato in Arabia Saudita e ne ha la cittadinanza. Sia le ricchezze della famiglia Hariri, la cui società Saudi Oger ha sede a Ryad, sia l’economia libanese sono fortemente dipendenti da Ryad. Se in passato i capitali sauditi hanno finanziato la ricostruzione dopo la guerra civile e le incursioni israeliane nel sud del Paese, oggi quasi 400 mila libanesi lavorano nel Golfo, le cui commesse rappresentano circa il 14% del Prodotto Interno Lordo del Paese2. È facile intuire cosa potrebbe succedere all’economia di Beirut se Ryad impedisse questo movimento di capitali o decidesse di espellere i lavoratori libanesi.

L’altro potere in gioco è il partito sciita Hezbollah, diventato negli anni una delle principali forze politiche del Libano, ed espressione degli interessi iraniani nel Paese. Oggi detiene 12 seggi in parlamento mentre il suo braccio politico, l’Alleanza 8 Marzo, ne detiene 57, su un totale di 128. Questi numeri gli danno una notevole influenza all’interno del governo3. L’influenza di Theran si esercita in Libano attraverso il Presidente Aoun e Hezbollah, il cui coinvolgimento nella crisi siriana a fianco delle forze di Assad lascia molti dubbi aperti sulla sua futura evoluzione: movimento nazionalista libanese o un gruppo più interessato a proteggere gli interessi sciiti in Medio Oriente grazie al mutuo appoggio di Siria e Iran4?

Con la salita al potere del principe ereditario saudita Mohammad Bin Salman, la nuova linea politica del regno porta a una convergenza di interessi con Washington e Tel Aviv che vedono in Theran il principale ostacolo ai loro piani nella regione. Con il declino di Da’esh e la perdita di intensità della crisi siriana, il Libano riacquista centralità all’interno del conflitto tra Sunniti e Sciiti.

1 Lebanon PM Hariri resigns, assails Iran and Hezbollah. Reuters [online] Available at: https://uk.reuters.com/article/uk-lebanon-politics-hariri/lebanon-pm-hariri-resigns-assails-iran-and-hezbollah-idUKKBN1D40DN [Accessed 9 Dec. 2017].

2 Iran and Saudi take their rivalry to Lebanon, The Economist [online], Available at: https://www.economist.com/news/middle-east-and-africa/21731447-while-lebanons-prime-minister-goes-paris-iran-and-saudi-arabia-take-their [Accessed 9 Dec. 2017].

3 5 Things to know about Lebanon’s government, The Wall Street Journal, [online] Available at: https://blogs.wsj.com/briefly/2015/08/27/things-to-know-about-lebanons-government/ [Accessed 9 Dec. 2017].

4 Hezbollah, Council of Foreign Relations, [online], Available at: https://www.cfr.org/backgrounder/hezbollah [Accessed 9 Dec. 2017].